Ci sono momenti, nella vita, che si cristallizzano. Ogni giorno la solita routine, sei grata per quello che hai e lavori per andare verso ciò che ancora non hai. E che ti serve. Ma nel frattempo la vita si ferma. Si immobilizza. È come stare in una specie di sabbie mobili, cammini ma non vai da nessuna parte; parli ma nessuno ti ascolta.
Ho smesso di dipingere. Non perché non ne abbia più voglia… al contrario, ho così tanti spunti da riversare sulle mie tele bianche, ma loro sono lì da mesi ancora incellophanate… la pittura è Magia, e qui quella magia non si può compiere. Ho smesso di ballare. E anche questo blog è fermo da molto tempo: non ricordo quando ho scritto l’ultimo articolo. Perché qui, in queste 4 mura che dovrebbero essere il mio porto sicuro, il mondo in cui rifugiarmi, qui mi sento in trappola, non riesco a lasciare andare la mia parte profonda, che resta lì, in un angolino, come un gatto annoiato che ti guarda con un occhio aperto ed uno chiuso, acciambellato ed annoiato. Demotivato. Rileggo queste parole e non mi sembrano nemmeno le mie, io che sono sempre stata combattiva e resiliente, io che non mi sono mai fermata fino a quando non ho raggiunto l’obiettivo. Ma questi ultimi mesi mi stanno insegnando che arriva un momento in cui devi smettere di fare.
Devi smettere.
Devi.
Se hai fatto tutto ciò che è in tuo potere oggi con quello che hai a disposizione nel posto dove sei, a quel punto devi solo coltivare una fede incrollabile. Devi credere. E devi inventarti un modo per sopravvivere.
A me è bastato un attimo, una mattinata, una passeggiata a piedi, in un piccolo angolo di paradiso, che mi ha socchiuso una porticina, io c’ho sbirciato dentro e mi sono detta “Perché no? Proviamo!”.
Ho iniziato a camminare. Nel bosco. Ad arrampicarmi su sentieri ripidi, scomodi, sudando e sporcandomi, e ad ogni passo, ad ogni salita, il mio respiro è diventato più stabile, le mie gambe sono diventate più forti. Due mesi nei quali la Natura mi ha accolto nelle sue braccia materne e si è aperta a me, facendomi scoprire un mondo che non avrei mai pensato di poter amare così tanto.
Ogni sentiero è un viaggio misterioso dove non sai quali magie potrai vedere; ogni Ruscello una musica di sottofondo che mi accompagna incessante; ogni Albero un amico a cui mi aggrappo e che mi sostiene nelle salite più difficili. Ogni spina una carezza selvatica da una natura che è lì così com’era cent’anni fa, vergine, intonsa. E meravigliosamente intensa.
Adesso non ne posso più fare a meno: del verde delle piante, dell’ombra nei boschi, delle piramidi di pietre e dei pranzi veloci perché dobbiamo riprendere a camminare.
E quando torno a casa mi porto dentro l’immensità di quella che è stata la mia esperienza DENTRO la Natura. La stessa Natura che vedo negli occhi del mio gatto proprio ora mentre mi scruta.
Qui sotto è solo uno dei video che ho creato per suggellare ogni mia esperienza, perché ogni percorso che ho fatto mi ha regalato qualcosa che solo lì ho trovato. E voglio ricordarlo nel tempo.