Novembre 2022

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Devastating

Emotions

Attacking

The

Heart

d.E.A.T.H.

Il mio ultimo quadro; che a definirlo “quadro” mi viene un po’ stretto, perché è molto, molto di più.

In d.E.A.T.H. ci sono tristezza, paura, sconforto, amarezza, inquietudine, disperazione, incertezza, ma anche speranza, amore, rivalsa, fiducia, attesa.

Un viaggio durato 7 giorni, in una settimana estenuante dove la mia vita si è alternata tra il quotidiano, il lavoro e l’attesa; soprattutto l’attesa. Una settimana in cui, senza esagerare, ho vissuto sempre accompagnata dalla musica, da quando mi svegliavo a quando andavo a dormire (quando ci riuscivo). Non mi era mai successo, prima d’ora, di poter vivere perennemente accompagnata dalla musica, persino al lavoro il regolamento prevede che possiamo tenere un auricolare all’orecchio e allora anche lì musica a palla, constatando con piacere che lavorando in quel modo è molto, molto più piacevole e si lavora anche in modo più preciso e più concentrato (salvo quando ti fai trasportare dai riff di chitarra e scambi le aste degli occhiali per bacchette da batteria – ma questo è meglio non dirlo 😊)

In ogni caso, questo continuo flusso di musica ha notevolmente influenzato il mio modo di essere, avevo sempre l’adrenalina a mille, il bisogno costante di “fare”, che in parte ha trovato sfogo in questa mia Visual Creation e in larga parte in d.E.A.T.H.

Un quadro, questo, che mi ha visto dipingere in ogni modo, fuorché usando il normale pennello, come è possibile vedere anche qui sotto nel video del making of.

Dipingere a mani nude, con le dita, è una cosa che faccio quasi mai e quando succede vuol dire che c’è una assoluta compenetrazione tra me e l’Arte, una totale fusione tra il cuore e la tela, bypassando addirittura anche la mente.

E così viene fuori, dopo varie fasi, questo tripudio di colori, ognuno dei quali porta con sé le emozioni descritte all’inizio.

Un quadro che si è fatto da solo, che si è imposto, che ha voluto con forza palesarsi attraverso di me, che non sono stata altro che un “mezzo” per portarlo fuori. Ed essere ammirato da chiunque.

Mi piacerebbe molto sapere quali reazioni d.E.A.T.H. suscita in chi lo osserva.

Purtroppo la fotografia rende poco e tanto toglie alla particolarità del quadro stesso: in alcuni punti il colore è solido, consistente, crea un vero e proprio rilievo che a toccarlo dà l’idea dello spessore delle mie emozioni.

E’ come se, toccando il quadro, tu toccassi me, la mia anima messa a nudo.

Perché questo fa l’Arte: ti mette a nudo, completamente, dando la possibilità a chi sa leggere con il cuore di conoscere quella che veramente sei.

Buona visione.